Marcia di Pasqua contro la pena di morte: Alla processione laica parteciperanno anche i massoni del Grande Oriente
Aprile 28, 2007 di massoneria
di GIANFRANCO FERRONI IN una marcia, si sa, ci sono posti liberi solo in piedi. Quella di Pasqua, indetta contro la pena di morte e promossa dall’associazione Nessuno tocchi Caino, dal Partito Radicale nonviolento transnazionale, dalla Comunità di Sant’Egidio, dai Radicali italiani e dallo Sdi, con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma e dell’Anci, rischia di trasformarsi in un consiglio dei ministri ambulante. Saranno sedici i componenti dell’esecutivo di Romano Prodi (a cominciare dallo stesso premier, con un’adesione «convinta e forte», continuando con Francesco Rutelli, Vannino Chiti, Arturo Parisi, Fabio Mussi, Rosy Bindi, Luigi Nicolais, Paolo Gentiloni, Antonio Di Pietro, Clemente Mastella, Alfonso Pecoraro Scanio, Cesare Damiano, Giulio Sant’Agata, Emma Bonino, Paolo Ferrero, Barbara Pollastrini) impegnati a partecipare alla passeggiata - partenza alle ore 10 dalla piazza del Campidoglio, arrivo alle 12 a San Pietro, in concomitanza con la benedizione di Papa Benedetto XVI - salutata anche da un messaggio del presidente della Repubblica. Dal Quirinale Giorgio Napolitano ha voluto scrivere agli organizzatori della marcia: «Voi sapete con quanta sincera adesione e simpatia io segua le iniziative volte a conseguire l’obiettivo di una moratoria sulla pena di morte per decisione delle Nazioni Unite. Desidero cogliere anche questa occasione per confortare l’impegno già annunciato dal Governo italiano per il raggiungimento della necessaria maggioranza in seno all’Assemblea Generale dell’Onu». Marco Pannella, che con uno sciopero della fame ha desiderato puntare l’attenzione sulla marcia dedicata alla lotta contro la pena di morte, ama citare le parole dedicate all’evento da parte di Adriano Sofri: «Ci sarà una domenica di resurrezione, una marcia contro la pena di morte, il Colosseo illuminato, i radicali e gli altri in piazza San Pietro, la benedizione papale, semel in anno licet rinsavire». Anche la Massoneria del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani ha deciso di aderire alla marcia: «Come Liberi Muratori - afferma il Gran Maestro Gustavo Raffi - intendiamo manifestare il nostro pieno e convinto sostegno ad una battaglia di civiltà che mira a riaffermare la sacralità della vita umana Il «carro di Tespi» non vedrà mancare le presenze di personaggi del mondo dello spettacolo quali l’attore Giorgio Albertazzi e il regista Pasquale Squitieri. Il percorso della manifestazione creerà non pochi problemi al traffico, e gli utenti dei mezzi pubblici (a causa della deviazione delle linee degli autobus) ne dovranno sopportare le conseguenze: dalla sede del Comune di Roma - il sindaco Walter Veltroni è stato uno dei primi politici ad aderire, «offrendo» l’illuminazione notturna dell’Anfiteatro Flavio - il corteo si snoderà, a piedi, percorrendo via IV Novembre, piazza del Quirinale, piazza Venezia, corso Vittorio, piazza Madama, piazza Navona e ancora corso Vittorio, per raggiungere la destinazione finale, piazza San Pietro. Intanto troppi detenuti sono in attesa di giudizio a causa dell’istituto della custodia cautelare, che resta «una anomalia tutta italiana»: è il pensiero del deputato dei Verdi, Paolo Cento, sottosegretario al ministero dell’Economia e delle finanze, che si è recato ierii in visita al carcere romano di Regina Coeli dove ha incontrato nelle celle diversi reclusti ai quali ha portato gli auguri pasquali.
Fonte: IL TEMPO domenica 8 aprile 2007